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Mancino, destrorso o entrambi?

 

Quando mia madre era bambina,  a scuola, non era permesso scrivere con la mano sinistra. Le mani sinistre dei bambini venivano picchiate con il righello fino a diventare rosse e gonfie. La sinistra era la mano del diavolo o chissà quale altra strana idea avevano all’epoca. Non a caso si chiama la mano “sinistra”.  Oggi, per fortuna, e grazie ad una maggiore conoscenza di come funziona il cervello, tutti possiamo affermare di conoscere persone destrorse e mancine.

Nei primi sette anni circa della nostra vita, un lato del nostro cervello dovrebbe svilupparsi di più e diventare più efficiente dell’altro. La scelta su quale sarà il lato “fortunato” non è nostra ma risiede nei nostri geni ed è detta dominanza emisferica cerebrale.  La lateralizzazione del cervello, invece, è il processo in cui il lato dominante si esprime a livello corporeo, il quale diventa più forte e più tonico rispetto all’altro. Ha inizio verso i 3 anni e finisce verso i 7 e la dominanza si evidenzia per la mano (ad esempio, quale mano uso per stringere un oggetto?), per il piede (con quale piede calcio una palla al volo?) per l’occhio (quale occhio uso spontaneamente se devo guardare attraverso una serratura?) e per l’orecchio (colgo più i dettagli di un discorso, tipico del dominante destro, o il senso generale, tipico del dominante sinistro?)

 

 

 

Quando la specializzazione è lineare, si ha una dominanza armonica e tutto ciò che risiede sullo stesso lato del corpo è governato dallo stesso emisfero cerebrale. Ecco, allora, che abbiamo persone destrorse (con emisfero sinistro dominante) o mancine (con emisfero destro dominante). Esiste anche il fenomeno della “lateralità crociata”, quando non si stabilisce un emisfero dominante e si ha diverse lateralità, appunto, per le diverse parti del corpo. Ancora non è chiaro perché avvenga -se per cause innate o esterne (ad esempio, un bambino che viene forzato ad usare la mano non dominante)-  ma sembra che ci sia una relazione tra la lateralità crociata ed i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) (dallo studio “Mixed-Handedness Is Linked to Mental Health Problems in Children and Adolescents”).

 

 

Immaginiamo un bambino che lancia una palla con la destra e calcia con la sinistra. Forse è difficile capire il nesso tra i DSA e quello che può sembrare un dono per lo sport ma cosa succederebbe se quel bambino che lancia la palla, mangia, e scrive con la destra avesse un occhio sinistro dominante? Ogni volta che prenderà una matita per scrivere, avrà la mano che spontaneamente punterà verso la sinistra del foglio mentre gli occhi spontaneamente punteranno il lato destro del foglio. Possiamo immaginare come scrivere una semplice frase gli provocherà uno sforzo maggiore rispetto ad una persona di dominanza armonica. Questo sforzo maggiore può tradursi in lentezza, difficoltà a stare al passo con le lezioni, difficoltà nella grafia, stanchezza fisica nella mano e nell’avambraccio, sensi di inadeguatezza ed incompetenza ed infine può tramutarsi in un’avversione per la scuola.

 

 

Le informazioni nel cervello viaggiano velocissimamente sia all’interno dello stesso emisfero che tra un emisfero e l’altro quando la lateralizzazione è armonica. Quando, invece, è crociata, le informazioni viaggiano più lentamente perché i tempi di elaborazione sono maggiori. Immaginiamo di avere l’occhio dominante e l’orecchio dominante su lati opposti del corpo. I circuiti della visione dovrebbero “saltare” all’altro emisfero per collegarsi ai circuiti dell’ascolto facendo sì che una semplice e comunissima attività come leggere ed ascoltare allo stesso tempo diventi un lavoro faticosissimo.

I bambini con lateralizzazione crociata potrebbero avere delle difficoltà nello sviluppo di alcune abilità. Un ritardo nello sviluppo dell’emisfero sinistro potrebbe portare ad avere difficoltà nel vocabolario, nella grammatica e nella fluidità della lingua. Un ritardo nello sviluppo dell’emisfero destro potrebbe portare difficoltà nel leggere e nella metafora.

Se tuo figlio o un tuo studente è indietro su qualche aspetto del suo sviluppo e mostra segnali di lateralità crociata, è importante osservarlo ancora più attentamente per individuare possibili difficoltà future.  

 

 

Il cervello non è statico. Studi approfonditi e ricerche scientifiche nel campo dell’epigenetica hanno dimostrato che il cervello è incredibilmente plastico e capace di adattarsi e creare nuove connessioni neurali in risposta agli stimoli ambientali. Si è capito che le difficoltà associate a vari disturbi e difficoltà di apprendimento nascono principalmente da influenze ambientali e si possono, quindi, correggere con un aiuto professionale e qualificato come quello di un terapista occupazionale che lavora a stretto contatto con altri professionisti come neuropsicomotricisti, fisioterapisti, logopedisti, infermieri, assistenti sociali, psicologi e medici e/o con un intervento cognitivo specifico, come ad esempio l’applicazione del metodo Feuerstein.

E tu? Che emisfero usi? Fai la prova!

 

 

 

Vuoi sapere di più sullo sviluppo motorio e la lateralizzazione del cervello? Leggi il mio libro, Se mi vuoi aiutare, lasciami fare.

 

 

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