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Perché dire “molto bene” non va bene- parlare con intenzione per accrescere l'autostima

Sono un’insegnante da più di 30 anni e se dovessi contare le volte che ho detto “molto bene” riguardo al lavoretto di un bambino rimarrei a bocca aperta. Sono anche una mamma super impegnata e, purtroppo, anche ai miei figli ho impartito frasi sbrigative come “molto bene” , "bravo" e “che bello” davanti a disegni, temi e anche a delle semplici idee che mi raccontavano. In questa trappola credo che ci siamo cascati tutti- genitori, insegnanti-  e anche se siamo armati dalle migliori intenzioni dobbiamo capire che dire semplicemente “molto bene” non va bene

Non si fa certo per disinteresse. Il più delle volte si fa perché effettivamente non c’è tempo da approfondire e si vorrebbe gratificare il bambino in qualche modo per il lavoro svolto. O perché non si sa che cosa dire. O perché veramente pensiamo che il lavoretto presentato sia molto bello o fatto bene. Crediamo che queste semplici parole daranno la carica al bambino, lo faranno sentire competente ed accresceranno la sua autostima ma non è così.

Bisogna ricordare che le nostre parole –sia come insegnanti che come genitori- hanno la capacità di aumentare la fiducia in se stesso, di promuovere lo sviluppo e l’apprendimento, di incoraggiare il ragionamento, di ispirare e motivare chi ho davanti. Scegliamole bene, quindi, ed usiamole in maniera mirata e con intenzione!

Dicendo solo “molto bene” pongo l’enfasi sul risultato finale e non sul procedimento, che è molto più importante per lo sviluppo dei bambini. Fermiamoci un attimo davanti a quel disegno e guardiamo effettivamente che cosa hanno prodotto. Come l’hanno realizzato? Che colori hanno utilizzato? Perché hanno scelto quei colori, quei soggetti?

Dicendo solo “molto bene” pongo fine allo scambio di parole. Non lascio la porta aperta ad esplorare oltre e potrebbe essere interpretato come una mancanza di interesse.

Dicendo solo “molto bene” non fornisco alcuna informazione del perché ritengo che il lavoro sia fatto molto bene. Scegliamo invece frasi mirate:  “Vedo che ti sei impegnato nel disegnare quell’albero. I rami infatti sono tanti e molto dettagliati” oppure “Che bell’idea quella di aggiungere i brillantini, come hai fatto per non farli attaccare dappertutto?” oppure “I giochi che hai scelto per la festa di compleanno sembrano divertenti! Quale sarà il prossimo passo verso i preparativi?” o cose del genere. A qualsiasi età, con riguardo a qualsiasi lavoretto o idea, possiamo sempre motivare il nostro giudizio e coinvolgerli nello sviluppo di altre idee.

Dicendo solo “molto bene” posso trasmettere ai bambini un falso senso di successo. Non li spingo ad andare oltre, a migliorare, a fare le cose con più cura. Non li spingo ad essere creativi, a considerare altre idee e possibilità. Li illudo che hanno già fatto sufficiente ed invece di accrescere la loro autostima, la schiaccio perché il mio messaggio non detto è: non sei capace di migliorare.

Ripeterò in futuro “molto bene” ai bambini quando mi faranno vedere un lavoretto? Sicuramente sì, perché non si può negare che a volte in classe il tempo stringe ed i bambini sono tanti ma mi ricorderò di tornarci sopra più tardi. “Mi fai vedere di nuovo il tuo disegno che prima non l’ho guardato bene? Mi piace tantissimo questa cosa… Spiegami come hai fatto a fare….”

Per ogni “molto bene” devo assicurarmi di aprire un vortice di curiosità- in me e nei bambini!

 

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